72,6 Wh realmente restituiti su 86,4 Wh dichiarati, ovvero circa l'84 %
Con un protocollo descritto (scarica completa monitorata da un wattmetro USB, ripetuta due volte per verificarne la coerenza), il dispositivo restituisce 72,6 Wh sugli 86,4 Wh di capacità dichiarata, ovvero un rendimento di circa 84 %.
Questo dato coincide con due misurazioni indipendenti distinte: una si colloca in una forcella dal 75,5 all'89,4 %, l'altra dal 76 all'87 %. Nessuna delle tre è un banco di prova di laboratorio con protocollo integralmente pubblicato, ma la loro convergenza, compresa tra l'80 e l'87 %, resta un segnale solido. Esiste anche una quarta stima, al 95 %, ma lo stesso autore la definisce incerta: da non considerare.
140 W in pratica riservati al MacBook Pro 16 pollici, tramite un cavo specifico
I 140 W indicati in grande sulla scheda tecnica richiedono condizioni precise per essere raggiunti. Un MacBook Pro 16 pollici (2021 o successivo), collegato direttamente in USB-C sulla propria porta Thunderbolt, si ferma a 100 W indipendentemente dal caricabatterie utilizzato: solo la sua porta MagSafe, un connettore magnetico proprietario distinto dall'USB-C, accede ai 140 W completi. È esattamente la via che Anker raccomanda esplicitamente sulla propria scheda prodotto, con un cavo USB-C verso MagSafe venduto separatamente.
Al di fuori di questo caso preciso, pochissimi altri dispositivi accettano il Power Delivery 3.1 a 140 W: alcuni computer portatili da gaming recenti con caricabatterie proprietario, un elenco che si allarga lentamente ma resta corto. Nessuna misurazione indipendente ha finora superato una soglia tra 90 e 93 W in USB-C diretto, in assenza a oggi di una combinazione verificata tra MacBook Pro 16 e cavo MagSafe.
Due porte USB-C, un budget di 140 W realmente condiviso tra loro
Le due porte USB-C sono identiche per specifica (140 W ciascuna se considerata isolatamente), ma se utilizzate contemporaneamente condividono un budget combinato di 140 W ripartito secondo le esigenze di ciascun dispositivo collegato, confermato direttamente dalla documentazione ufficiale del produttore: non sono mai 140 W su ciascuna porta allo stesso tempo. Se viene sollecitata anche la porta USB-A (18 W), il budget combinato delle due porte USB-C scende a 100 W.
Circa 48 minuti per una carica completa, la più rapida della categoria
Con un caricabatterie adatto da 140 W, la batteria si ricarica completamente in circa 48 minuti, un valore misurato con lo stesso protocollo utilizzato per due concorrenti diretti, che restano entrambi sotto le 2 ore. È lo scarto più netto e meglio documentato di questa recensione a favore del prodotto.
Questa velocità dipende tuttavia interamente dal caricabatterie e dal cavo utilizzati: un caricabatterie limitato a 100 W fa scendere l'ingresso a circa 90 W, e un cavo limitato a 60 W lo fa crollare intorno a 53 W, allungando di conseguenza il tempo di carica.
Uno schermo di controllo completo, spesso citato come il vero punto di forza quotidiano
Lo schermo digitale mostra in tempo reale la potenza erogata su ciascuna porta, la potenza ricevuta in ingresso durante la ricarica, la percentuale di carica residua e il tempo stimato prima della carica completa. È l'elemento più regolarmente messo in evidenza, più della capacità o della potenza stesse.
Alcuni riferimenti utili per interpretarlo correttamente: in stand-by, il consumo proprio del dispositivo resta basso (dell'ordine di 0,4 W), con una perdita di carica di circa il 15 % in 24 ore se lo schermo resta attivo in continuazione, un comportamento normale e non un segno di difetto. Anche una porta USB-A che mostra 0,1 W senza alcun dispositivo collegato è normale: il produttore raccomanda semplicemente di disattivare la modalità di ricarica lenta se attivata per errore.
630 g, nettamente più pesante del suo principale concorrente diretto
Con 630 g, è sensibilmente più pesante e più ingombrante rispetto a batterie esterne di capacità comparabile. Il confronto più netto riguarda il suo concorrente diretto più spesso citato, a capacità e potenza pari o leggermente superiori: 513 g, ovvero circa il 19 % in meno per un uso equivalente. È il compromesso più concreto da accettare in cambio della velocità di ricarica e della connettività dell'Anker 737.
Nessun richiamo ufficiale su questo modello preciso, due guasti isolati documentati
Due richiami prodotto distinti esistono effettivamente presso questo produttore per un rischio di surriscaldamento, ma riguardano altri modelli della sua gamma di batterie esterne: nessun richiamo ufficiale interessa questo modello preciso, verificato direttamente sulla pagina dedicata del produttore e presso un'autorità di sicurezza dei prodotti.
Restano documentati due guasti reali e isolati: uno spegnimento di sicurezza dopo circa un anno di utilizzo (visualizzazione di una percentuale di carica errata seguita da spegnimento non appena viene collegato un dispositivo, senza urti né contatto visibile con acqua, procedura di ripristino ufficiale tentata senza successo), e un guasto totale dopo un anno e mezzo o due di uso intensivo, sostituito in garanzia in tre giorni senza scontrino. Oltre a questi due casi non è stato identificato alcun motivo di guasto ricorrente. In senso opposto, è documentato anche un utilizzo regolare su due anni senza perdita di prestazioni osservata.
Uno smontaggio tecnico conferma componenti interni riconosciuti: celle in formato 21700 di un produttore specializzato, chip di protezione dedicato, indicatore di carica e controller buck-boost provenienti da fornitori riconosciuti del settore. Una fonte meno affidabile afferma celle di un formato più datato e una durata di vita di 1000 cicli: questo dato contraddice direttamente lo smontaggio indipendente e non è stato considerato.
Una garanzia che varia a seconda del mercato, da verificare prima dell'acquisto
Sul mercato giapponese, la garanzia ufficiale è di 18 mesi di base, estesa a 24 mesi solo dopo la registrazione gratuita del prodotto: non si tratta quindi di una garanzia di 24 mesi automatica, contrariamente a quanto indicato da alcune schede. La struttura esatta sul mercato europeo non ha potuto essere confermata con certezza sulla sola base della documentazione del produttore. Ciò che resta comunque acquisito in Europa, a prescindere dalla politica commerciale del produttore: la garanzia legale di conformità si applica in ogni caso su 24 mesi per qualsiasi bene di consumo nuovo.
Sempre ammesso in cabina, ma ricarica vietata a bordo presso diverse compagnie dal 2026
Con 86,4 Wh, resta sotto la soglia dei 100 Wh ammessa in cabina senza formalità preliminari dalla maggior parte delle compagnie aeree, sempre in bagaglio a mano, mai in stiva.
Disponibilità da nuovo limitata in Francia, un canale di vendita che si restringe
Verificato direttamente al momento della stesura: questo modello non è più a catalogo presso diverse grandi catene generaliste francesi consultate, che propongono ormai solo accessori (custodie, cavi) o altri prodotti dello stesso marchio. Il prezzo rilevato sul principale canale ancora attivo è di 89,99 €, contro un prezzo di riferimento indicato a 102,99 €.
Il produttore ha nel frattempo fatto evolvere la propria gamma di batterie esterne di fascia alta verso altre serie più recenti: un elemento da tenere presente per chi confronta prima dell'acquisto, senza che questo significhi che questo modello preciso sia scomparso dal mercato.
Di fronte al suo principale concorrente diretto, più leggero ma più lento a ricaricarsi
In questo segmento delle batterie esterne da 140 W e oltre, l'Anker 737 incrocia direttamente la strada di un concorrente con capacità e potenza leggermente superiori.
| Criterio | Anker 737 | Concorrente 145 W |
|---|---|---|
| Capacità dichiarata | 24000 mAh | 25000 mAh |
| Potenza dichiarata | 140 W | 145 W |
| Peso | 630 g | 513 g |
| Tempo di ricarica del pack | ≈48 min | <2 h |
Con capacità e potenza quasi equivalenti sulla carta, il concorrente prevale nettamente sul peso. L'Anker 737 conserva il vantaggio sulla velocità della propria ricarica e sul supporto del protocollo PPS, utile per la ricarica rapida di alcuni smartphone Samsung.
Computer portatili e uso in mobilità, i due terreni dove si trova più a suo agio
Al di là del caso del MacBook Pro 16, altri computer portatili USB-C raggiungono una potenza di ricarica elevata senza richiedere un cavo specifico: un MacBook Air 15 pollici accetta ad esempio fino a 70 W completi, un valore limitato lato computer più che lato batteria esterna.
Per un uso in mobilità regolare, il dispositivo accompagna un trasporto frequente in cabina su due anni, su voli sia nazionali che internazionali, senza incidenti particolari. Il peso e l'ingombro restano il principale freno citato per un trasporto quotidiano piuttosto che occasionale.
Per chi è adatto, per chi non lo è
È adatto a chi possiede un MacBook Pro 16 pollici recente e vuole davvero sfruttare i 140 W tramite un cavo MagSafe, a chi ricarica più dispositivi nomadi esigenti e apprezza una ricarica del pack rapida, e a chi privilegia uno schermo di controllo completo.
Non è adatto a chi cerca soprattutto la leggerezza per un trasporto quotidiano (il concorrente diretto fa meglio su questo punto preciso), né a chi conta sui 140 W con un computer portatile diverso da un MacBook Pro 16, un caso che resta raro in pratica.
