Fuga termica: cos'è?
Una batteria al litio immagazzina molta energia in un volume molto piccolo: è proprio questo a renderla pratica e potenzialmente pericolosa. La fuga termica (thermal runaway) è il nome dello scenario catastrofe: una reazione a catena autoalimentata che libera di colpo tutta quell'energia sotto forma di calore e fuoco.
Il meccanismo è un circolo vizioso. Una cella che raggiunge una temperatura critica vede il suo elettrolita e i suoi materiali iniziare a decomporsi. Questa decomposizione libera calore, che aumenta ancora la temperatura, il che accelera la decomposizione, e così via. Una volta avviata, la reazione non si arresta più da sola.
La buona notizia: questo scenario resta raro. Le batterie di marca, ben costruite e ben usate, non vanno quasi mai in fuga termica. Basta capire cosa può accendere la miccia.
Cosa la innesca?
Quattro grandi famiglie di cause possono avviare il circolo vizioso.
Un difetto interno. Un'impurità o un difetto di fabbricazione può creare un microcortocircuito all'interno della cella. È lo scenario più insidioso, invisibile dall'esterno, e la causa di diversi grandi richiami di prodotti nel passato.
Un danno fisico. Una batteria perforata, schiacciata o caduta violentemente può mettere in contatto i suoi strati interni e provocare un cortocircuito. Ecco perché una batteria di monopattino o e-bike danneggiata in un urto va tenuta sotto stretta osservazione.
Una sovraccarica o una ricarica scorretta. Caricare oltre la tensione prevista, con un caricatore non adatto o contraffatto, spinge la cella oltre i suoi limiti. È un innesco frequente con attrezzatura di bassa qualità.
Il calore eccessivo. Una batteria lasciata al sole cocente, vicino a una fonte di calore o in un abitacolo surriscaldato può raggiungere la soglia critica senza alcuna altra causa. Il calore è al tempo stesso innesco e acceleratore.
Perché è così difficile da spegnere
Un incendio di batteria al litio non è un incendio ordinario. Una volta avviata, la cella produce il proprio calore e libera gas infiammabili: si autoalimenta in parte, il che la rende particolarmente ostinata.
Peggio ancora, un incendio di questo tipo può riaccendersi più volte, anche dopo essere sembrato spento, finché il calore interno non è del tutto dissipato. E in una batteria a più celle, la fuga di una cella può propagarsi passo dopo passo alle vicine: l'effetto domino.
È proprio per questo che le batterie al litio sono così severamente regolamentate nel trasporto. La nostra guida sulle power bank in aereo spiega perché viaggiano sempre in cabina, mai in stiva: lì un incidente iniziale può essere subito rilevato e controllato.
Come si proteggono i produttori
Di fronte a questo rischio, l'industria ha moltiplicato le protezioni. Una batteria di qualità è tanto un sistema di sicurezza quanto un serbatoio di energia.
Il BMS (Battery Management System) è il cervello che sorveglia di continuo tensione, corrente e temperatura e interrompe la carica o la scarica in caso di anomalia. È la prima linea di difesa. All'interno delle celle, uno speciale separatore isola gli elettrodi e può chiudersi in caso di surriscaldamento, per fermare la reazione.
È anche tutto il senso delle batterie a stato solido, che trattiamo nel nostro articolo sulla tecnologia solid-state: eliminando l'elettrolita liquido infiammabile, promettono di ridurre drasticamente questo rischio.
I gesti giusti per evitarla
La grande maggioranza degli incidenti gravi riguarda attrezzatura di bassa qualità, contraffatta o danneggiata. Poche semplici regole riducono il rischio quasi a zero.
- Comprate marche riconosciute ed evitate le contraffazioni e i prezzi troppo belli per essere veri, soprattutto per batterie e caricatori.
- Usate il caricatore giusto, quello del produttore o un modello certificato compatibile. Un caricatore di cattiva qualità è un innesco classico.
- Evitate il calore: niente ricarica al sole cocente, sotto un cuscino o in un'auto surriscaldata.
- Non perforate, schiacciate o smontate mai una batteria. Dopo un urto violento, tenetela d'occhio.
- Caricate i grandi dispositivi sotto sorveglianza (monopattino, e-bike), possibilmente non di notte e non su una via di fuga.
Questi riflessi valgono per tutte le vostre power bank così come per i dispositivi di tutti i giorni.
Segnali d'allarme e cosa fare in caso di problema
Una batteria che sta male manda spesso segnali prima dell'incidente. Imparate a riconoscerli.
Il rigonfiamento è il segnale più significativo: una batteria o un dispositivo che si gonfia, il cui involucro si deforma o il cui schermo si solleva, va messo fuori uso immediatamente. Si aggiungono calore anomalo a riposo, un odore chimico dolciastro, un sibilo o una perdita.
Con una batteria gonfia: non perforarla, non caricarla più e riporla in un luogo sicuro, lontano da tutto ciò che può bruciare, finché non potrete farla riciclare correttamente. In caso di incendio, si raffredda un incendio di batteria con grandi quantità d'acqua, ma la vostra sicurezza resta la priorità assoluta: allontanatevi e allertate i soccorsi.
Infine, una batteria a fine vita non è un rifiuto ordinario: va conferita al riciclo sicuro presso un punto di raccolta. Trattata bene dal primo all'ultimo giorno, una batteria al litio resta un compagno affidabile, la cui fuga termica è solo il rischio estremo ed evitabile.


