Un regolatore PWM premium, non un MPPT
Lo Steca Tarom 4545 è un regolatore di carica solare professionale progettato dal produttore tedesco Steca (oggi parte del gruppo Kontron/Katek). È un punto essenziale da capire prima di ogni acquisto: la sua tecnologia è PWM (Pulse Width Modulation) con carica multi-stadio, non MPPT.
Un regolatore PWM collega pannelli e batteria in modo quasi diretto, senza convertire la tensione per cercare il punto di massima potenza del pannello, a differenza di un MPPT. È una tecnologia più semplice e generalmente più economica, il che rende il posizionamento di prezzo del Tarom 4545 (circa 245 € in Italia) ancora più sorprendente di fronte a MPPT del mercato venduti a un prezzo comparabile o inferiore.
PWM contro MPPT: cosa cambia davvero
La differenza tecnica tra PWM e MPPT non è un dettaglio di marketing. Un regolatore MPPT adegua costantemente la tensione per estrarre la massima potenza dal pannello, un guadagno particolarmente netto con scarsa luminosità (mattina, cielo coperto) o quando la tensione del pannello supera ampiamente quella della batteria. Un PWM si accontenta di un collegamento quasi diretto, con una perdita di rendimento più marcata in queste stesse condizioni.
| Criterio | Steca Tarom 4545 | Renogy Rover 40A | Victron SmartSolar 100/20 |
|---|---|---|---|
| Tecnologia | PWM | MPPT | MPPT |
| Corrente | 45 A | 40 A | 20 A |
| Display | LCD grafico integrato | LCD integrato | Nessuno (Bluetooth) |
| Data logger | 12 anni | Nessuno | Cronologia 30 giorni |
Il Tarom compensa in parte con una corrente massima leggermente superiore (45A contro 40A e 20A) e con il suo data logger di lunga durata, assente in entrambi i concorrenti MPPT citati. Ma sul criterio più fondamentale, la quantità di energia realmente recuperata dagli stessi pannelli, un MPPT fa strutturalmente meglio, a prezzo identico o inferiore.
Nessun profilo litio: un limite serio nel 2026
Il Tarom 4545 si imposta dal menu per diversi profili di batterie al piombo (aperte, AGM, gel), con compensazione della temperatura opzionale tramite una sonda venduta separatamente. Nessun profilo di carica al litio LiFePO4 è proposto, il che esclude d'ufficio questo regolatore per qualsiasi impianto moderno basato su questa chimica ormai dominante nel solare autonomo.
Per chi possiede già un impianto al piombo (aperto, AGM o gel) e non prevede di passare al litio, questo limite non è tale. Ma merita di essere conosciuto prima dell'acquisto, soprattutto vista la tariffa richiesta.
Display LCD e data logger a 12 anni: il vero punto di forza
È qui che il Tarom 4545 segna punti reali. Il suo display LCD grafico retroilluminato mostra produzione, tensione, corrente e stato di carica sotto forma di icone intuitive, senza bisogno di smartphone né app, a differenza di diversi MPPT recenti che puntano tutto sul Bluetooth.
Il data logger integrato conserva fino a dodici anni di dati di produzione e consumo, consultabili direttamente a display o tramite l'interfaccia Steca UART aperta. Due contatti multifunzione programmabili, con fino a quattro timer per giorno della settimana, permettono di automatizzare un'illuminazione crepuscolare, l'avvio di un generatore di riserva o l'attivazione di un carico in caso di surplus.
Questo livello di automazione e monitoraggio dati nel tempo resta raro su regolatori di questa fascia, MPPT compresi. È l'argomento più solido a favore del Tarom, a condizione di averne davvero l'utilizzo.
A chi si rivolge il Tarom 4545
Il Tarom 4545 si rivolge a un impianto 12V o 24V di buona potenza (fino a 1400W di pannelli in 24V), esclusivamente al piombo, dove il monitoraggio dati su dodici anni e l'automazione tramite contatti programmabili hanno un'utilità reale: un rifugio fotovoltaico autonomo, un impianto agricolo con illuminazione automatizzata, o un sistema con generatore di riserva.
Per un impianto al litio, un MPPT moderno si impone senza discussione. E anche per un impianto al piombo classico senza bisogno di automazione avanzata, un regolatore MPPT a prezzo comparabile o inferiore, come il Renogy Rover 40A, recupera oggettivamente più energia dagli stessi pannelli. La scocca IP31 impone inoltre un montaggio al riparo (quadro elettrico, locale tecnico, camper chiuso), mai un'esposizione diretta alle intemperie.


